L’Alfasuin

Giovanni Iozzoli, L’Alfasuin, Edizioni Sensibili alle foglie, Roma, 2018, pp. 128, € 13,00

[Il 9 gennaio cade l’anniversario di una delle tante stragi antioperaie che furono tra gli atti fondativi di questa Repubblica: il 9 gennaio del 1950, a Modena, sei lavoratori furono ammazzati a sangue freddo – fucilati e mitragliati – dalle forze dell’ordine intervenute per sgomberare i presidi sindacali alle Fonderie Riunite.
Era la prima volta che la Polizia interveniva militarmente in città dentro un conflitto sindacale. Piuttosto che ricordare quegli eroici martiri con una nota commemorativa (di cui la rete è comunque ricca), preferiamo parlare del presente, di coloro i quali quei morti li stanno concretamente onorando oggi, ai giorni nostri, probabilmente senza neanche conoscerne la storia: perché il miglior ricordo, fuori dalle retoriche celebrative, è la lotta degli uomini e delle donne che si stanno battendo per riportare diritti e speranze dentro fabbriche e magazzini, usando il loro coraggio e i loro corpi contro lo sfruttamento e la repressione che informano il lavoro e i rapporti sociali nell’Italia di oggi.
Pubblichiamo quindi un breve estratto del romanzo L’Alfasuin, appena uscito, centrato sulle lotte nel comparto agroalimentare e sul disvelamento delle retoriche del “Made in Italy”, dietro le cui vetrine scintillanti si nasconde il marcio della precarietà più odiosa ed estrema. I proletari di oggi onorano con la loro resistenza il ricordo dei proletari di 58 anni fa – G.I. *].

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Leggeri e pungenti. Storie, luoghi e volti di periferia

Enrico Campofreda, Leggeri e pungenti. Storie, luoghi e volti di periferia, Lorusso Editore, 2017, pp.132.

Siamo abituati a leggere la firma di Enrico Campofreda in calce alle cronache di guerra dal Medio Oriente o dall’Afghanistan, nei suoi brani di denuncia a fianco dei popoli aggrediti.
Più inusuale ritrovarla sulla copertina di un libro di racconti, brevi frammenti di vita nelle periferie romane fra dopoguerra e boom economico.
Leggeri e pungenti raccoglie schegge di memoria di una generazione venuta al mondo sulla linea di confine fra la campagna e la città. Continue reading Leggeri e pungenti. Storie, luoghi e volti di periferia

Lontano dal podio. Quando il ’68 investì lo sport

di Giovanni Iozzoli (*)

Nel fiume torbido di celebrazioni relative al cinquantennale del movimento del ’68 – una narrazione edulcorata portata avanti da pentiti, dissociati e millantatori di ogni sorta – si distinguono qua e là, alcuni lavori di rigore storiografico e autentico interesse: è il caso di Storie di sport e politicaUna stagione di conflitti 1968-1978 (Mimesis pp. 284), dei ricercatori modenesi Gioacchino Toni e Alberto Molinari, i quali indagano l’impatto travolgente che il movimento esercitò su tutti gli aspetti della pratica e della cultura sportiva, dalle ribalte olimpioniche alle dinamiche dello sport di base.
Fino al 1968, la pseudo ideologia pedagogico-sportiva decoubertiana, aristocratico-borghese e perbenista, aveva collocato lo sport in una dimensione di neutralità rispetto alle contraddizioni della società – il mito eterno di Olimpia che seda i conflitti. Continue reading Lontano dal podio. Quando il ’68 investì lo sport

Gli ultimi figli d’Europa

di Sandro Moiso (*)

Giovanni Iozzoli, Di notte nella provincia occidentale, Edizioni ARTESTAMPA, Modena 2018, pp. 272, € 17,00

E’ un vero peccato che oggi non ci siano più registi del calibro di Mario Monicelli, Pietro Germi o Dino Risi, in grado di prendere in mano un romanzo come questo e trasformarlo in uno dei grandi classici della commedia all’italiana e che, dietro al sorriso e all’umanità della narrazione, avrebbero saputo rivelare l’amarezza delle vite dei protagonisti e i drammi dall’esito incerto di una società in via di smantellamento. Continue reading Gli ultimi figli d’Europa

Costruire evasioni

Prison Break Project, Costruire evasioni. Sguardi e saperi contro il diritto penale del nemico, Edizioni Bepress, 2017, pp. 277.

A volte si incontrano dei libri necessari.
Costruire evasioni. Sguardi e saperi contro il diritto penale del nemico, è sicuramente uno di questi.
E’ un libro necessario perché finalmente qualcuno – un collettivo di ricercatori precari – si è assunto l’onere di fare il punto, in una prospettiva sia storica che attuale, sull’insieme dei dispositivi repressivi elaborati negli anni dai poteri costituiti contro i movimenti conflittuali. Continue reading Costruire evasioni

Nikolaj Vavilov: eroe della Scienza, poeta della Natura

di Sandro Moiso (*)

vavilovNikolaj Vavilov, L’origine delle piante coltivate. I centri di diffusione delle diversità agricole, Pentàgora, Savona 2016 (II edizione), pp. 232.

Andremo al rogo, bruceremo, ma non rinnegheremo mai le nostre opinioni!” (Nikolaj Vavilov)

Nikolaj Ivanovič Vavilov, nato a Mosca nel 1887, fu un agronomo, botanico e genetista russo.
La ripubblicazione della sua opera più famosa, pubblicata per la prima volta nel 1926 nell’URSS e giunta oggi alla sua seconda edizione italiana per i tipi di Pentàgora, permette però di ricordarlo proprio in occasione di quella rivoluzione d’Ottobre, di cui si celebra quest’anno il centenario, della quale egli fu contemporaneamente eroe e successiva vittima della sua degenerazione staliniana.

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Non ho visto niente

A giudicare dal suo sito web e dagli articoli entusiasti della Stampa, la casa circondariale ‘Lorusso e Cutugno’ di Torino deve essere proprio un gran bel posto dove stare: impianti sportivi, occasioni di lavoro, sale mense progettate da “interior designers”, cene con chefs stellati ….
Verrebbe quasi voglia di farsi arrestare apposta per poterne vivere l’esperienza !

Prima di compiere l’apposito reato ritengo però opportuno ascoltare  la testimonianza diretta di chi ha avuto, a vario titolo, l’occasione di entrarci, per misurare se non vi sia una certa distanza fra l’immagine e la realtà. Continue reading Non ho visto niente

Gocce nere

Gocce nereIl sogno di Hemigidio Huerta (al secolo Nestor Cerpa Cartolini), quando il 17 dicembre 1996 occupò con il suo commando del MRTA l’ambasciata giapponese di Lima, era quello di liberare 442 compagni/e  dalle carceri tomba di Fujimori, fra cui sua moglie Nancy Gilvonio. Si sa come finì:  il 22 aprile 1997 tutti i guerriglieri e un ostaggio furono uccisi a sangue freddo in un blitz delle forze speciali peruviane.
Gocce nere è la continuazione immaginaria di quel sogno con un finale diverso, un finale dove “le sbarre cedono alla pressione delle dita”. Continue reading Gocce nere

… per navigare in acque agitate