Gocce nere

Gocce nereIl sogno di Hemigidio Huerta (al secolo Nestor Cerpa Cartolini), quando il 17 dicembre 1996 occupò con il suo commando del MRTA l’ambasciata giapponese di Lima, era quello di liberare 442 compagni/e  dalle carceri tomba di Fujimori, fra cui sua moglie Nancy Gilvonio. Si sa come finì:  il 22 aprile 1997 tutti i guerriglieri e un ostaggio furono uccisi a sangue freddo in un blitz delle forze speciali peruviane.
Gocce nere è la continuazione immaginaria di quel sogno con un finale diverso, un finale dove “le sbarre cedono alla pressione delle dita”. E’ un omaggio a quell’azione, che nel racconto si svolge specularmene con l’occupazione dell’ambasciata peruviana a Tokio da parte del Chukaku-Ha (Lega Comunista Rivoluzionaria Giapponese), mentre in contemporanea a Lima il commando  emerretista  “Victor Polay”  irrompe dentro un anonimo centro di ricerca giapponese, e a San Paolo del Brasile si sferra l’attacco al carcere di Sepultura.
Mura che si sgretolano, cancelli che si aprono, Gocce nere è un terribile inno alla libertà. Terribile perché il prezzo da pagare è molto alto.
Come in altri romanzi di Evangelisti, ogni riferimento a fatti e personaggi realmente esistiti è puramente voluto. Sono vere le condizioni di prigionia a Yanamayo, veri gli squadroni della morte brasiliani specializzati nel tiro a segno sui meninos de rua, veri i suicidi dei Guaranì, vera la rivolta di Carandiru, vero il sabotaggio del Chukaku-Ha contro la privatizzazione delle ferrovie giapponesi.
Dalla realtà si evolve la fantascienza: nel Vortex, che controlla tutte le comunicazioni del mondo, troviamo l’ evoluzione di Echelon; in RESYST, che col suo faccione da Batman appare sugli schermi e guida la rivolta, il pronipote della maschera di Anonymous. Ed è quel faccione da Batman che ci ricorda come ogni sistema di dominio più diventa complesso più diventa vulnerabile.

Il libro: Valerio Evangelisti, Gocce Nere, Centoautori, 2016.

I racconti che compongono Gocce nere sono stati pubblicati anche nell’antologia di Urania “Tutti i denti del mostro sono perfetti” (Il nodo Kappa), nella raccolta  “Metallo urlante” (Sepultura), e in “A Rivista Anarchica”  (Fuga da Gotham City).

This entry was posted in Carcere, Fantascienza, Latinoamericana and tagged . Bookmark the permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *