Falange armata

 

La prima edizione di “Falange armata” esce nel 1993.
I Savi li beccano nel 1994.
Perspicace Lucarelli, riporta le stesse impressioni che circolavano da tempo fra i compagni , fra la mala locale, o chiunque ragionasse sulle anomalie del modus operandi della Uno Bianca: tecniche militari, armi da guerra, ricerca spasmodica del morto, attacchi gratuiti… quanto di più lontano dalla logica di rapinatori normali.
All’epoca si pensava ai servizi, anche perchè le rivendicazioni a nome della “Falange armata” tendevano a confondere quelli che si mostreranno in seguito come due fenomeni diversi, anche se paralleli. Si pensava comunque a pezzi di Stato.
Nessuno però aveva idea di quale fosse il “luogo di origine” della premiata ditta, e mi suona strano che Lucarelli ci abbia inzeccato per caso. Mi suona strano che abbia deciso di assumersi la responsabilità di fare uscire un libro che indentificava la questura di Bologna come base operativa di una banda stragista ancora attiva sulla base di una mera invenzione letteraria.
Nessuno mi toglie dalla testa che l’input allo scrittore sia venuto da qualche gola profonda interna alla questura stessa, qualcuno che sentiva un clima strano, notava strani dettagli, e che in un contesto di omertà e coperture faceva fatica ad esprimere i suoi dubbi diversamente.
Nessun altro percepiva quel clima? Era tutto normale ? Veniva considerato normale che Roberto Savi rapasse a zero un ragazzo in stato di fermo, che passasse il tempo libero con gli altri buontemponi a giocare al parà sugli appennini. Nessuno sentiva gli spari, nessuno gli controllava le armi?
O forse si, era tutto normale, nella media dei normali comportamenti di uno sbirro presso la questura di Bologna.

Il libro: Carlo Lucarelli, Falange Armata. Hard boiled, Hobby & Work Publishing (Giallo & Nero), 1996.

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